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VLADE DIVAC e DRAZEN PETROVIC – Il nemico è il tuo migliore amico (SPECIALE 5K)



VLADE DIVAC e DRAZEN PETROVIC – Il nemico è il tuo migliore amico

Ringrazio Remo Gandolfi per avermi concesso l’utilizzo della sua strepitosa storia che trovate al seguente LINK: https://storiemaledette.com/2018/06/07/drazen-petrovic-e-vlade-divac-una-volta-eravamo-fratelli/

Visitate: https://storiemaledette.com/

Dall’altra parte del mondo sono le 6 di sera e la finalissima del Campionato Mondiale di pallacanestro è appena iniziata. Di fronte, come nella finale delle Olimpiadi di due anni prima a Seul, ci sono Unione Sovietica e Jugoslavia. I sovietici sono favoriti dai pronostici, ma non così nettamente come era stato due anni prima. La maturazione dei talenti jugoslavi è ormai completata e sottovalutare il quintetto slavo sarebbe pura follia. Drazen Petrovic ha 26 anni ed è allo zenit della sua forma psico-fisica, così come Velimir Perasovic che ne ha 25 o Zarko Paspalj che ne ha 24 ma sembrano i padri di se stessi per evoluzione tecnico-tattica. Vlade Divac e Toni Kucoc ne hanno solo 22, ma la loro intelligenza sul parquet e l’esperienza già accumulata ad altissimi livelli li fa apparire molto più grandi della loro età. L’unico “anziano” del gruppo è Zelimir Obradovic che ha già raggiunto la soglia dei 30 anni, ma le differenze d’età non sono poi così visibili a occhio nudo. La partita prende subito una piega favorevole ai cosiddetti sfavoriti. Dopo pochi minuti di gioco la Jugoslavia è già in vantaggio di 7 punti. La fantasia, la creatività e la freschezza degli slavi non sembrano trovare la giusta contromossa nell’organizzazione di gioco sovietica, ferrea ma priva però di quella brillantezza e di quella varietà di soluzioni di cui invece abbondano Petrovic e compagni. A una manciata di minuti dal termine della prima frazione la Jugoslavia è avanti con un perentorio 44-25.

In quel pomeriggio australe non c’è obiettivamente partita. Nel secondo tempo i sovietici provano a reagire ma nonostante le buone prove di Vetra e di Volkov il trionfo finale della Jugoslavia non viene mai messo in discussione. Finisce 92-75 e a Belgrado la festa può cominciare. Quel 19 agosto d’inizio decennio è il giorno delle definitiva consacrazione di una delle Nazionali europee più forti della storia della pallacanestro. Giocatori che possono giocare praticamente alla pari anche con i mostri della NBA di allora: Magic Johnson, Larry Bird, Michael Jordan, Karl Malone, Scottie Pippen. Gente di questo livello, insomma. E’ un momento magico quello che stanno vivendo Petrovic e compagni. La Jugoslavia è sul tetto del mondo cestistico. Ma cadere da un tetto può essere questione di un attimo è avere un impatto più rovinoso del previsto per chi perde l’equilibrio.

In realtà la vittoria si trasforma nell’inizio della fine. Della fine di una storia sportiva, di una coesione fra popoli, di un’amicizia fraterna fra due campioni in particolare. Subentrano in quell’attimo motivi che con lo sport non dovrebbero essere legati, ma soltanto in teoria astratta.
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Gli spezzoni video sono stati presi da altri video presenti su youtube. Ringrazio gli autori, a cui va riconosciuto il lavoro.

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#vladedivac #oncebrothers #drazenpetrovic

Cryin In My Beer di Audionautix è un brano concesso in uso tramite licenza Creative Commons Attribuzione 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

Artista: http://audionautix.com/

20 Comments

  1. Video bellissimo, ma una piccola critica. Nel 1995 la Guerra era ancora in atto in Croazia come si fa solo a pensare che i giocatori croati sarebbero saliti sul podio senza fare nulla nei confronti della Nazione che stava facendo un'aggressione sull'intera penisola? Che aveva massacrato innocenti, civili solo per un'ideologia malata creata dai vari Milosevic, Seselj and company… E' come chiedere oggi a un ucraino di rispettare un russo che appoggia la Guerra. Per di più Divac sostiene che lui avrebbe reagito allo stesso modo con una bandiera serba… mi fa sorridere, è come quando Mihaljovic parla degli attacci alla città di Vukovar e si lamenta del fatto che i croati abbiano ucciso… peccato che abbia iniziato tutto la sua di gente. Inoltre tornando alla questione podio, non appena la Croazia abbandona la premiazione tutti i giocatori Jugoslavi fanno il simbolo del 3 con le dita, quello è un saluto Serbo non Jugoslavo, ed è sempre stato collegato al nazionalismo. Indi per cui molto più grave, è come se la nazione tedesca si mettesse a fare il saluto nazista… Per questo che la questione Croazia-Serbia è molto ma molto particolare, sono cose che vanno avanti da 100 anni non 30 come molti potrebbero pensare, e sottovalutare ogni singolo gesto/azione è da folli e bisogna spiegare le cose a 360 gradi. Soprattutto non credere a quello che Divac ha raccontato per gli americani in Once Brothers… perchè lo sa bene anche lui perchè tutti i croati non gli hanno più parlato, e non vendersi per la vittima che non ha fatto nulla.

  2. Bello, solo una precisazione: Alle Olimpiadi del 1984, la Spagna si classificò seconda. L’Unione Sovietica non partecipò per via del boicottaggio

  3. Gli Stati Uniti non erano presuntuosi, piuttosto non potevamo schierare giocatori "professionisti", in pratica la Fiba e il Comitato olímpico l'avevano deciso anni addietro, cambiando la decisione nel 1989 dopo l'incontro tra Stern e Stancovic… Nell'edizione dei mondiali 1990 in realtà avrebbero potuto schierare il dream team ma non erano ancora pronti

  4. In questo video ti sei superato Franz. Una storia che doveva essere raccontata: meravigliosa, tragica, cruenta ed a tratti spaventosa esattamente come la vita.

  5. La guerra dei Balcani è stata una cosa terribile, lasciando stare il campo dove ancora oggi Drazen rappresenta la guardia europea più forte di sempre, forse Doncic riuscirà a superarlo anzi se non succede nulla credo accadrà sicuramente, personalmente credo che Divac sia stato un grande esempio d'umanità da quando si conobbero fino ancora oggi. Quando una persona muore purtroppo è sempre una tragedia e tutti sono pronti a parlare bene però si deve ammettere che un amico che nonostante tratti come una pezza da piedi e tra l'altro conosci bene e sai che non vi era nessuna malizia nel suo gesto,un amico che cerca di spiegarti come sono andate realmente le cose,un amico che cerca in tutti i modi di ricucire il rapporto, guerra o no, almeno gli dai la possibilità di spiegarsi, probabilmente le atrocità di quel periodo avranno fatto crescere in Drazen un vero e proprio disagio, non voglio chiamarlo odio o senso di vendetta però sembra che qualsiasi fosse il suo sentimento,sia iniziato prima di tutte quelle crudeltà ed è profondamente sbagliato a prescindere . Anche se ti avesse dato fastidio il gesto,tu un amico non solo gli dai la possibilità di spiegarsi ma lo perdoni, soprattutto se lo conosci bene e sai che è un pezzo di pane senza malizia e sta soffrendo quanto te per la tragedia che sta succedendo al vostro popolo. L'elite Serba si è macchiata d'indicibili crimini ma oggi sappiamo che anche dalla parte Croata ci sono stati criminali di guerra,questi sono i conflitti,le persone malvagie vivono il loro sogno e la maggior parte della popolazione crolla in un incubo senza fine,in tutta questa triste storia però gli unici campioni che vedo che non si sono fatti prendere da odio e nazionalismi ( cose che persone sicuramente più autorevoli di me in passato hanno descritto come la morte della civiltà),sono la madre di Drazen e Divac! Spero che Drazen stia riposando in pace e che Divac un giorno riesca a non soffrirne più,alla fine ha fatto di tutto per ritrovare il suo amico e se non si fosse messo di mezzo il destino, sono sicuro che si sarebbero ritrovati perché alla fine l'amore vince sempre. L'amore è il più grande maratoneta mai esistito mentre l'odio è purtroppo il grande centometrista che in ogni epoca in un modo o in un altro salta sempre fuori a causa della nostra imperfezione nell'essere umani. Se esiste un'altra vita, stavolta sarà Drazen che quando arriverà il momento andrà in contro a Divac e con solo una battuta e due risate farà in modo che sembrerà che non sia mai accaduto nulla! Tutta questa storia mi ha sempre fatto provare profonda tristezza per entrambi. Purtroppo queste cose non nascono a causa delle guerre ma sono loro stesse le cause dei conflitti. Quello che è successo tra i due si può definire una miniatura di quello che è successo tra i vari popoli che dopo le grandi guerre della prima metà del secolo sono state costrette a convivere ancora una volta ma che purtroppo avevano ancora dentro elementi pronti a sfruttare le differenze per causare la catastrofe. Vorrei dire che spero che cose del genere non succedano più ma purtroppo è sotto gli occhi di tutti che il mondo è una polveriera con guerre senza fine. Poche persone malvagie continuano a sfruttare la paura delle diversità e non danno la possibilità alla gran parte delle persone buone di sfruttare queste diversità per far si che diventino una forza. Può sembrare un esempio banale ma l'ultima superpotenza sportiva che poteva davvero battere gli americani nel loro sport maestro sarebbe stata la Jugoslavia composta da vari credi,lingue ed etnie e non ditemi che le differenze non sono una forza!

  6. Starei qui a vedere questo genere di video… per ore! Numero uno assieme a Cronache di Basket e di spogliatoio. Nessuno racconta le cose come voi.

  7. Una storia beffarda per due motivi… la morte di Petrovic e la pace mai fatta con Divac, la finale olimpica negata a Usa e Jugoslavia.

  8. Non ce guera civile ce guera tra hrvati e srbi che sono popoli diversi come in italia lombardi i calabrezi ps vao dire un lomba4do che e calabrese e contrario

  9. Grazie per questa serie di video che davvero mi emoziona.
    La tua passione per il gioco è davvero contagiosa e la tua competenza è indiscutibile.
    Sei tra i pochissimi che non ha bisogno di scimmiottare Buffa o Tranquillo e non sai quanto apprezzi tutto questo.

    Petrovic ha avuto torto.

  10. Anche io tifavo per la squadra dei nostri vicini dell'est.
    Iniziai negli europei dell'86 quelli vinti dalla Grecia battendo gli slavi in semifinale.
    Certamente influì il commento di Sergio tavcer su Capodistria che aveva notizie sulla squadra yugoslava di prima mano.
    Ma soprattutto fu il talento dei giocatori e il gioco brillante e offensivo a farmi tifare per loro.
    Quando la Jugoslavia si divise, tra le altre cose pensai che una squadra eccezionale terminava il suo percorso prima di misurarsi con i professionisti americani.

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